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MICKEY MOUSE È CADUTO IN PUBBLICO DOMINIO? FORSE!
29/02/2024

MICKEY MOUSE È CADUTO IN PUBBLICO DOMINIO? FORSE!




di Avv. Valeria Tommasi, associate di Pavesio e Associati with Negri-Clementi



Mickey Mouse, in Italia “Topolino”, nasce negli Stati Uniti nel lontano 1928 e rapidamente diventa un’icona, il personaggio animato più conosciuto e amato al mondo. Il suo debutto risale precisamente al 18 novembre 1928, quando il corto "Steamboat Willie" fu proiettato a New York, al Colony Theatre di Broadway. Si trattava, a dir il vero, del terzo cortometraggio d’animazione dedicato al noto topolino antropomorfo, ma il primo ad essere distribuito in sala e quindi presentato al pubblico: il successo fu immediato.
Il primo Mickey Mouse, ideato da Walter Elias Disney (allora giovane imprenditore e disegnatore) e disegnato dal suo collaboratore Ub Iwerks (sembra in gran segreto di notte in un garage) è molto lontano da quello che conosciamo noi oggi e che vediamo abitualmente riprodotto su fumetti, libri, cartoni animati e gadget. Il Mickey Mouse delle origini era in bianco e nero, senza guanti, aveva un muso sporgente e affilato, grandi occhi ovali con pupilla, arti affusolati e una lunga coda sottile. Con il tempo il personaggio ha perso la sua spigolosità, ha acquistato guanti e colore, e ha visto le sue forme diventare via via più arrotondate e “fanciullesche”, subendo una costante evoluzione sino ad arrivare al personaggio dai tratti universamente riconosciuti dei giorni nostri.
Come ogni opera dell’ingegno dotata di carattere creativo, anche Mickey Mouse dal momento della sua creazione ha ricevuto tutela autoriale. Il diritto d’autore riconosce in capo al suo titolare (normalmente l’autore, oppure il datore di lavoro in caso di “work for hire”), per un determinato periodo di tempo, il diritto esclusivo di sfruttare economicamente l’opera e, quindi, il diritto di vietare a terzi di riprodurre, adattare o distribuire la stessa senza il suo consenso. Una volta esaurito tale lasso temporale, l’opera “cade” in pubblico dominio, diventando parte del bagaglio culturale condiviso della collettività e al quale ciascuno può accedere e attingere, riutilizzandolo come meglio crede (ma sempre nei limiti del rispetto dei diritti morali dell’autore).







Negli Stati Uniti le opere dell’ingegno realizzate su commissione nell’ambito di un rapporto lavorativo (c.d. “work for hire”, per l’appunto), come lo è stato Mickey Mouse, realizzato per Disney da un suo collaboratore, sono protette dal diritto d’autore per 95 anni dalla loro prima pubblicazione, oppure per 120 anni dalla loro creazione qualora questo secondo termine dovesse risultare inferiore (ad esempio perché l’opera è stata resa nota al pubblico per la prima volta solo dopo molto tempo dalla sua realizzazione).
Il 1° gennaio scorso, trascorsi i 95 anni dalla prima proiezione del corto "Steamboat Willie" e quindi dalla prima pubblicazione di Mickey Mouse, il celebre topolino ha esaurito la sua tutela autoriale ed è caduto in pubblico dominio, entrando così a far parte di quelle opere liberamente accessibili, riproducibili e ripubblicabili da chiunque.
Sebbene a essere entrato in pubblico dominio sia unicamente la prima versione di Mickey Mouse, mentre tutte le successive rielaborazioni e i successivi restyling rimangono tutelati dal diritto d’autore, necessitando quindi dell’autorizzazione di Disney per essere riprodotte e utilizzate, tale evento può avere un significativo impatto sia a livello patrimoniale che a livello d’immagine per la nota multinazionale statunitense, che potrebbe vedere utilizzata la prima iconica versione di Mickey Mouse da soggetti terzi, per prodotti non graditi e senza ricevere alcuna royalty.
A livello strategico, anche nel tentativo di contrastare tali condotte di terzi e prolungare i propri diritti su opere in realtà ormai in pubblico dominio, sono molti i soggetti che decidono di tutelare i loro personaggi di fantasia attraverso la registrazione delle relative raffigurazioni come “marchi”.
Diversamente dal diritto d’autore, infatti, i marchi (se periodicamente rinnovati) non “scadono” e garantiscono ai propri titolari diritti esclusivi potenzialmente perpetui.
E così è stato fatto anche da Disney, che ha protetto il disegno di Mickey Mouse come marchio registrato anche nelle sue versioni più datate.
Se da una parte, quindi, il primo disegno di Mickey Mouse quale opera creativa è da considerarsi in pubblico dominio e liberamente utilizzabile da chiunque, dall’altra la Disney è titolare esclusiva di una serie di diritti di marchio che potrebbero nella realtà dei fatti rendere più difficile l’utilizzo dell’immagine del celebre topolino da parte di soggetti terzi. Sarà interessante vedere come Disney si comporterà nei mesi a venire e quale sarà il futuro di Mickey Mouse.





Valeria Tommasi è Associate di Pavesio e Associati with Negri-Clementi da gennaio 2022. Si occupa di diritto industriale e della proprietà intellettuale, diritto dell’arte e diritto commerciale. Nell’ambito di tali materie collabora con diverse riviste di settore e partecipa in qualità di docente a corsi e master. Avvocato dal 2015, Valeria ha conseguito un Master of Law (LL.M.) in “Diritto della Proprietà Intellettuale” presso la WIPO Academy e l’Università di Torino e LL.M. e un master di secondo livello in “Diritto della concorrenza e dell’innovazione” presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

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